Rischio idrogeologico/idraulico

Il rischio idrogeologico/idraulico presente sul territorio comunale è provocato da diversi fatti, tra i quali:

  • Differenza di quote delle zone urbanizzate.
  • Edificazione non pianificata (abusivismo edilizio).
  • Rete fognaria bianca insufficiente.
  • Tracimazione degli inghiottitoi naturali (vore);

Per questo evento si fa presente che nel territorio comunale si distinguono tre zone principali:

  • Zona A – area agricola;
  • Zona B – sub-urbana;
  • Zona C – area industriale;

Nella Zona A, agricola, le vore risultano insufficienti ad accogliere e smaltire il volume di acqua proveniente dal suo esteso bacino imbrifero, che raccoglie le acque provenienti fin dai feudi di Casarano, Matino, collegati tra loro da un reticolo idrografico costituito da numerose piccole incisioni.

Le aree golenali interessate sono generalmente inondabili sia direttamente dalle correnti esondanti, sia a causa dell’innalzamento dalla falda degli strati poco profondi.

Particolarmente critica è la situazione rilevabile nei dintorni delle voragini, in queste zone, infatti, la presenza di una viabilità comunale priva di ponticelli e/o tombinature, che costituisce di fatto argine al libero deflusso delle acque ed influenzano l’inondazione delle aree circostanti ed anche ad una insufficiente manutenzione dei canali di scolo e degli inghiottitoi carsici che costituiscono un’efficace e preferenziale via di infiltrazione naturale nel sottosuolo delle acque meteoriche.

Inoltre, la tracimazione di acqua sulla sede viabile determina la criticità della circolazione stradale, anche per eventi non rari vista l’elevata possibilità di formazione di ostruzioni connessa con il trasporto di materiale di vario tipo.

Tuttavia la mancanza di insediamenti abitativi riduce il rischio per la pubblica e privata incolumità, restando comunque l’impossibilità a svolgere le normali attività agricole.

Nelle Zone B e C, che lambiscono il centro abitato, la dinamica di allagamento è connessa oltre ai fenomeni sopra descritti anche ad una antropizzazione dell’area che ha sconvolto l’idrografia superficiale mediante la ridefinizione di spartiacque ed impluvi superficiali, con il risultato di determinare aree di ristagno delle acque piovane, in contrasto con le destinazioni d’uso e pertanto dannose alle attività antropiche. Di particolare rilevanza assumono tratti stradali non studiati i quali hanno un effetto diga al libero deflusso delle acque di ruscellamento.