Rischio incendio di interfaccia

Per interfaccia urbano-rurale si definiscono quelle zone, aree o fasce, nelle quali l’interconnessione tra struttura antropiche e aree naturali è molto stretta; cioè sono quei luoghi geografici dove il sistema urbano e quello rurale si incontrano ed interagiscono, così da considerarsi a rischio d’incendio di interfaccia, potendo venire rapidamente in contatto con la possibile propagazione di un incendio originato da vegetazione combustibile.

Tale incendio può avere origine sia in prossimità dell’insediamento (ad es. dovuto all’abbruciamento di residui vegetali o all’accensione di fuochi durante attività ricreative in parchi urbani e/o periurbani, ecc.), sia come incendio propriamente boschivo per poi interessare le zone di interfaccia.

In generale è possibile distinguere tre differenti configurazioni di contiguità e contatto tra aree  con dominante presenza vegetale ed aree atrofizzate.

  • Interfaccia classica: frammistione tra strutture ravvicinate tra loro e la vegetazione (come ad esempio avviene nelle periferie dei centri urbani e dei villaggi).
  • Interfaccia mista: presenza di molte strutture isolate e sparse nell’ambito di territorio ricoperto da vegetazione combustibile.
  • Interfaccia occlusa: zone con vegetazione combustibile limitate e circondate da strutture prevalentemente urbane (come ad esempio parchi o are verdi o giardini nei centri urbani).

Di seguito si riporta un estratto della metodologia utilizzata nel vigente Piano comunale di protezione civile per individuare le aree a rischio incendio di interfaccia, valutarne la pericolosità, la vulnerabilità ed il profilo di rischio: