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Valutazione della pericolosità

La metodologia che si propone è basata sulla valutazione anche speditiva delle diverse caratteristiche vegetazionali predominanti presenti nella fascia perimetrale, individuando  così delle  sotto-aree della fascia perimetrale il più possibile omogeneo sia con presenza e diverso tipo di  vegetazione, nonché sull’analisi comparata nell’ambito di tali sotto-aree di sei fattori, cui è stato attribuito un peso diverso a seconda dell’incidenza che ognuno di questi ha sulla dinamica dell’incendio.

I fattori da prendere in considerazione sono i seguenti:

  • Tipo di vegetazione: le formazioni vegetali hanno comportamenti diversi nei confronti dell’evoluzione degli incendi a seconda del tipo di specie presenti, della loro mescolanza, della stratificazione verticale dei popolamenti e delle condizioni fitosanitarie. Partendo dalla carta tecnica regionale, è da individuare il tipo di vegetazione tramite carta forestale, o carta uso del suolo, o ortofoto o tramite rilevamenti in situ.
  • Densità della vegetazione: rappresenta il carico di combustibile presente che contribuisce a determinare l’intensità e la velocità dei fronti di fiamma. Partendo dalla carta tecnica regionale è da individuare tramite ortofoto o rilevamenti in situ.
  • Pendenza: la pendenza del terreno ha effetti sulla velocità di propagazione dell’incendio: il calore salendo preriscalda la vegetazione sovrastante, favorisce la perdita di umidità dei tessuti, facilita in pratica l’avanzamento dell’incendio verso le zone più alte. È da individuare attraverso l’analisi delle curve di livello della carta topografica o dai rilevamenti in situ. Per la valutazione di questo parametro, qualora la zona presentasse una complessa orografia, si dovrà considerare all’interno della sotto-area la parte puù vicina agli insediamenti perimetrali.
  • Tipo di contatto: contatti delle sotto-aree con aree boscate o incolti senza soluzione di continuità influiscono in maniera determinante sulla pericolosità dell’evento, lo stesso dicasi per la localizzazione della linea di contatto (a monte, laterale, o a valle) che comporta velocità di propagazione ben diverse. Lo stesso criterio dovrà essere usato per valutare la pericolosità di interfaccia occlusa attorno ad insediamenti isolati e da individuare tramite l’ausilio di ortofoto o rilevamenti in situ.
  • Incendi pregressi: particolare attenzione dovrà essere posta alla serie storica degli incendi pregressi che hanno interessato il nucleo insediativi e la relativa distanza a cui sono stati fermati. Questi dati potranno essere reperiti presso il Corpo Forestale dello Stato. Sovrapponendo i dati delle perimetrazioni degli incendi pregressi alla carta delle sotto-aree della fascia perimetrale sarà possibile identificare gli eventi che hanno interessato la zona e valutarne la distanza dagli insediamenti perimetrali. Maggior peso dovrà essere attribuita a quelli incendi che si sono avvicinati con una distanza inferiore ai 100 metri dagli insediamenti. L’assenza di informazioni  sarà assunta ad assenza di incendi pregressi.
  • Classifica del piano AIB: è la classificazione dei comuni per classi di rischio contenuta nel piano regionale di previsione. Prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi redatta ai sensi della 353/2000. L’assenza di informazioni sarà assunta equivalente ad una classe bassa di rischio.

Il “grado di pericolosità” scaturisce dalla somma dei valori numerici attribuiti a ciascuna area individuata all’interno della fascia perimetrale.

Il valore ottenuto può variare da un minimo di 0 ad un massimo di 26 che rappresentano rispettivamente la situazione di minore pericolosità e quella più esposta.

Vengono individuate tre classi principali nelle quali suddividere, secondo il grado di pericolosità attribuito dalla metodologia sopra descritta, le sotto-aree individuate all’interno della fascia perimetrale.

Nella tabella seguente sono indicate le tre “classi di pericolosità agli incendi di interfaccia” identificate con i relativi intervalli utilizzati per l’attribuzione:

PERICOLOSITÀ INTERVALLI NUMERICI
Bassa X ≤ 10
Media Vegetazione 11 ≤ X ≤ 18
Alta  X ≥ 19

La mappatura della pericolosità così ottenuta rappresenta un ulteriore strumento utilizzabile per indirizzare la pianificazione dell’emergenza.

Nella figura seguente è rappresentata la valutazione della pericolosità condotta sul territorio comunale:

 

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